Forza venite gente
FORZA VENITE GENTE
Regia Gianni Pontillo
Con Gianni Pontillo Deborah Caroscioli
"In abbonamento"
"Forza Venite Gente", nato come raccolta di canzoni che narrano le fasi più salienti della vita di S. Francesco, subisce in breve tempo una trasformazione radicale: entra a far parte dello spettacolo e ne diventa chiave di lettura Pietro di Bernardone, padre del Poverello di Assisi. Nella parte recitata, ai lunghi monologhi di Pietro di Bernardone si alternano piacevoli dialoghi con la "Cenciosa", sua unica interlocutrice. È matta la Cenciosa, ma la sua pazzia lascia intravedere la bontà semplice del popolo ordinario e in qualche modo aiuta questo povero padre tormentato. È vero, non è da tutti avere un figlio santo che ha avuto il coraggio di abbandonare la ricchezza e gli affetti in cambio di quella povertà che è mezzo indispensabile per avvicinarsi al prossimo, alla verità, a Cristo, ma questa santità di Francesco poteva essere riconosciuta o poteva più facilmente essere scambiata per pazzia? Nato nel 1982, lo spettacolo ha calcato i palcoscenici di tutta Italia e di alcune piazze estere. Rappresentato per undici anni ininterrottamente, il musical conclude la sua storia con il meeting per la pace del 1993, occasione in cui è portato sul sagrato della Basilica di Assisi. Lo spettacolo si propone di affrontare alcuni temi della vita del Santo, quali i suoi precetti ed il suo particolare rapporto con la vita, la morte, la natura, la gente... a partire dal momento in cui egli sente di aver Scoperto la sua vocazione. Si alternano dunque in scena l'amica Chiara, la Povertà, la Provvidenza, il Lupo di Gubbio, la Morte e Tanti altri personaggi ancora che, fra canti e balli, c'illustrano simbolicamente questo percorso. Il tutto inframmezzato e commentato dalla bellissima figura del padre, che alle prese con la saggezza coscienziosa della "cenciosa" del paese, fa emergere tutta la sua ansia per questo figlio di cui non comprende i valori e che, con il suo comportamento bizzarro, lo mette a disagio di fronte al paese. Perché come ci dice lui stesso: "Come fa un padre ad immaginarsi che il figlio diventerà santo, e che le sue mattie non sono di disperazione ..."