Il recital si articola in dodici azioni sceniche cadenzate secondo le celebri categorie temporali espresse da Agostino: "I tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Questi tre tempi sono nella mia anima e non li vedo altrove. Il presente del passato, che è la memoria; il presente del presente, che è la visione; il presente del futuro, che è l’attesa." Questa struttura diventa la spina dorsale della messa in scena, scandendo le tappe del viaggio interiore di Agostino: l’infanzia e la giovinezza dissoluta (memoria), la crisi e il confronto con la verità (visione), il desiderio di una vita trasformata (attesa).La messa in scena è essenziale ma dinamico, luci, suono e parola costruiscono uno spazio che vibra con il pensiero che complice il ritmo serrato, da vita ad un linguaggio scenico che complice la drammaturgia e la nuova traduzione di Tommaso Mattei dialoga con il pubblico contemporaneo, pur conservando la densità poetica e la spiritualità del testo originale.